Lorenzo Lipparini

Navigli aperti, Dibattito Pubblico e referendum a febbraio

Da Libero, 18 luglio 2017
di Claudia Osmetti

Lorenzo Lipparini, assessore alla Partecipazione di Palazzo Marino, il sogno di riaprire i Navigli in città lo accarezza da tempo. «Avrebbe delle ricadute sull'intera rete d'acqua lombarda», dice puntualizzando però che «non si può prescindere dai cittadini». Ecco allora la notizia: il referendum annunciato dal sindaco Sala «con ogni probabilità si terrà a febbraio del 2018». Non solo. Sono previsti anche gli “stati generali” (n.d.r. l’‘espressione “stati generali” è usata impropriamente nell'articolo. L'espressione usata da Lipparini è “Dibattito Pubblico”) sui Navigli: un dibattito aperto sulla base delle linee guida della Partecipazione e «Milano sarà la prima città a sperimentare questo strumento». «La nostra battaglia per riavere i canali in città Navigli aperti referendum a febbraio, la data più giusta per la consultazione. Seguiranno mesi di dibattito, vogliamo il parere di tutti i cittadini: coinvolgeremo i milanesi, creeremo un dibattito pubblico aperto come non ce ne sono mai stati in Italia e ascolteremo l'opinione di tutti».

Il radicale Lorenzo Lipparini, assessore alla Partecipazione di Palazzo Marino, il sogno di riaprire i Navigli in città lo accarezza da tempo. Sul tema e sull'opportunità di realizzare il progetto che il sindaco Sala insegue da tempo si sono ormai espressi in molti. Ma è fondamentale il consenso dei milanesi. «Sarebbe un recupero importante perché avrebbe delle ricadute sull'intera rete d'acqua lombarda», spiega infatti Lipparini. «Ma non si può prescindere dai cittadini». 

Assessore, quando ci sarà il referendum?
«Con ogni probabilità a febbraio del 2018. Stiamo lavorando per far coincidere la data con le altre scadenze elettorali, in modo da risparmiare sui costi». 

Cosa si aspetta? 
«Con il referendum radicale del 2011 abbiamo già registrato un'adesione evidente: 6 anni fa votarono circa mezzo milione di persone e il 95% di loro disse sì. Sono numeri importanti e reali». 

Dopo cosa succederà? 
«Vogliamo organizzare un dibattito aperto sulla base delle linee guida della Partecipazione al vaglio della Commissione parlamentare: una cosa simile non è mai stata fatta a livello urbano. Milano sarà la prima città a sperimentare questo strumento». 

In concreto...
«Tutti i cittadini interessati potranno dire la loro, avanzare proposte, idee per modificare il progetto: chi, per esempio, abita a ridosso della Cerchia dei Bastioni potrà intervenire, raccontare le criticità e le soluzioni alternative che secondo lui migliorerebbero i lavori. Le terremo in considerazione e struttureremo il piano finale sulla base delle opinioni raccolte». 

Quanto durerà questo passaggio?
«Diversi mesi. Ci sono tre livelli da rispettare. Il primo è legato all'informazione: sarà carico del Comune comunicare ai milanesi in modo chiaro e puntuale tutti gli aspetti: la cantieristica e i costi, per cominciare. In queste settimane la Commissione di tecnici nominata dal sindaco è al lavoro per definire i dettagli». 

Ma quelli ci sono già nel piano di fattibilità del Politecnico
«Quello è la base dalla quale siamo partiti. Adesso siamo alla virgola. A inizio anno sarà tutto pronto, stiamo valutando alternative tecniche e costi». 

Le altre fasi?
«L'ascolto e l'eventuale modifica del progetto».

Come ha intenzione di fare?
«A noi interessa ogni singola proposta. I cittadini potranno partecipare a convegni a tema, a tavoli d'incontro, ma potranno anche scriverci e contattarci di persona. Valuteremo tutto, faremo le contro-deduzioni del caso e poi il proponente, ossia il Comune, deciderà se e come modificare il progetto». 

Insomma, ci sta parlando di una sorta di “Stati generali dei Navigli”?
«Più o meno. Sono i milanesi ad avere l'ultima parola sulla loro città». 

In Comune che aria tira? C'è entusiasmo?
«La riapertura dei canali ha un interesse trasversale. Sul piano politico, ma anche su quello istituzionale». 

In che senso?
«Il progetto non riguarda solo il Comune. Anche la Regione si è espressa favorevolmente e questo è fondamentale: riaprire la cerchia navigabile significa far operare l'intero sistema fluviale lombardo». 

Come valuta il contributo che varie associazioni hanno dato al progetto?
«Essenziale. Gli Amici dei Navigli sono stati strategici. Ma la vera sorpresa sono gli studenti delle scuole». 

Prego?
«Diverse scuole a Milano hanno affrontato il tema, con mostre e assemblee sui Navigli. I ragazzi hanno raccolto la sfida: si sono interessati al passato per capire il futuro». 

@llipparini